Dall’Africa al calcio che conta: Ospedaletti vive la favola di Souleymane Fofana

Non capita tutti i giorni di vivere una vera favola sportiva in prima persona. Senza dover sfogliare qualche giornale nazionale o internazionale, Ospedaletti è testimone del sogni divenuto realtà di Souleymane Fofana, classe 2003, partito da un angolo dimenticato del mondo e arrivato a coronare il sogno di una vita.

La sua storia parte 16 anni fa, a Daloa, in Costa d’Avorio. Vivendo l’epopea dei grandi calciatori suoi connazionali, anche lui sogna fin da piccolo il calcio professionistico.

Per lui il calcio è un obiettivo vitale, una spinta che lo porta oltre le paure e le difficoltà. Ecco la decisione di partire, senza la sua famiglia. Così, nel 2017, si imbarca e arriva in Sicilia pronto a coronare il suo sogno. Finisce in Francia, sogna la Svizzera ma il suo viaggio si ferma a Vallecrosia dove viene accolto dalla Casa Famiglia “Padri Somaschi” e muove i primi passi nel mondo del calcio con la maglia del Don Bosco.

Passano sei mesi e si accasa all’Ospedaletti, sotto la guida di mister Marco Cecili. Veste per due stagioni la maglia ‘orange’, poi la chiamata del calcio professionistico ha i colori e il nome prestigioso dell’Entella Chiavari. Dopo un primo prestito di sei mesi il trasferimento diventa definitivo e ora Souleymane è un giocatore di una squadra professionistica.

L’Ospedaletti sa da dove è arrivato, che cosa ha vissuto e chi lo ha aiutato. Per questo, senza alcuna esitazione, la società ‘orange’ ha scelto di donare l’intero incasso del cartellino alla Casa Famiglia “Padri Somaschi” di Vallecrosia.

Gioca terzino Souleymane, anche se sogna un posto da centrale difensivo come Koulibaly, suo idolo.

Mi piace il gioco duro – ci racconta sorridendo – tanto che il mio ricordo più bello è il primo cartellino rosso”. Con grande naturalezza Souleymane racconta come ha vissuto il suo trasferimento all’Entella: “Un giorno Josè Espinal mi ha detto che era il momento di andare a fare il provino, gli ho chiesto che cosa dovesi fare e lui mi ha detto semplicemente “gioca a calcio”. Così sono andato e mi hanno preso”.

A Ospedaletti mi sono divertito molto – racconta ancora Souleymane – ma all’Entella lavoro molto sotto la guida di mister Ferruccio Bonvini, ci si allena tutti i giorni escluso il lunedì. La mia partita più bella per il momento è stata la prima dei playoff contro il Sud Tirol, ho dato talmente tanto che alla fine mi hanno dovuto sostituire, ma abbiamo vinto e questo è l’importante. Ricordo anche che alla mia prima aprtita, contro la Sampdoria, ho segnato”.

Infine non possono mancare i ringraziamenti: “Grazie all’Ospedaletti, a Josè Espinal, Giorgio Bordero e Luca Barbagallo per quello che hanno fatto per me, ci ho messo sacrificio e impegno, la strada è ancora lunga ma grazie a loro ho fatto un passo in più. Grazie anche a tutta la dirigenza e ai miei compagni di squadra”.