Intervista a Josè Espinal: “L’ambizione più grande? Essere un punto di riferimento per i nostri ragazzi”

In casa Ospedaletti si sta lavorando senza sosta in ottica 2020/2021. La società Orange sta allestendo lo staff tecnico che guiderà le selezioni giovanili alla ripresa del campionato e, dopo la conferma di mister Andrea Caverzan, anche la prima squadra sta prendendo forma tra riconferme e nuovi arrivi.
In attesa del tanto amato calcio giocato, oggi incontriamo Josè Espinal, colonna della prima squadra e figura di riferimento per l’Ospedaletti dal settore giovanile ai calciatori più ‘grandi’. Il matrimonio tra Josè Espinal e l’Ospedaletti dura ormai da cinque anni e proseguirà ancora in futuro mettendo sempre al centro la crescita dei calciatori e degli uomini di sport del futuro.

Iniziamo dai più giovani, quali ambizioni ha il settore giovanile orange per la prossima stagione?
I nostri giovani calciatori sono l’aspetto più importante, la nostra ambizione più grande è primeggiare nei campionati, ma se devo essere sincero per noi la priorità è sviluppare le potenzialità dei nostri giovani calciatori. Vogliamo che i ragazzi dell’Ospedaletti possano esprimersi al meglio e a migliorare le loro qualità per avere una opportunità di approdare in campionati importanti. La prima squadra in Eccellenza ci dà la possibilità di sviluppare e continuare il lavoro del settore giovanile. La nostra ambizione più grande è essere un punto di riferimento per i nostri ragazzi, ma anche nel Ponente e, perché no, a livello regionale”.

Ci saranno diversi cambiamenti all’interno dello staff tecnico, ma sei il minimo comun denominatore della parte sportiva da diversi anni. Quanto è importante per te far parte dell’Ospedaletti?
Sì, ci saranno molti cambiamenti, il nostro progetto evolve sempre per poter portare più qualità e professionalità al servizio dei nostri ragazzi. Sono qui da cinque anni, dopo l’Atalanta è la squadra nella quale ho militato più a lungo e per me i colori orange sono molto importanti. Ho giocato anche tra i professionisti qui in Liguria, ma la squadra che mi ha rubato il cuore è l’Ospedaletti. Vedere questo progetto nascere, svilupparsi e migliorare nel tempo è qualcosa di molto gratificante. Trovare un ambiente sereno e sano dove vedere crescere i propri ragazzi non è da tutti. Il nostro ex presidente Roberto Rodo aveva coniato lo slogan ‘c’è più gusto ad essere orange’ che abbiamo mantenuto perché penso che sia vero, l’Ospedaletti è qualcosa di speciale e, quindi, bisogna proteggerlo e preservarlo”.

Accoglieremo i nuovi arrivati ufficialmente dal primo di luglio, vogliamo intanto rivolgere un ringraziamento a tutti i collaboratori della passata stagione?
I nuovi acquisti dello staff tecnico del settore giovanile verranno presentati all’inizio di luglio, siamo molto contenti di aver raggiunto l’accordo con i nuovi allenatori e colgo l’occasione per ringraziare tutte le persone e tutti i mister che hanno dato tanto all’Ospedaletti con disponibilità e professionalità, hanno fatto del bene alla società con la loro passione. Avendo fatto il calciatore so bene che tutto non è eterno, facciamo le nostre scelte cercando di portare sempre qualcosa in più. A volte le strade si dividono, ma non vuol dire che non ci sia stima e rispetto per le persone che hanno aiutato la società a crescere”.

La prossima stagione sarà molto importante per tutto lo sport di base, quali sono le tue aspettative per il ritorno all’attività sportiva?
Sarà una stagione fondamentale, bisogna ripartire con forza per tornare alla normalità, ma senza fretta perché bisogna ripartire in sicurezza. Non sono tra chi vuole partire a tutti i costi, non ha senso, non si può giocare uno sport di squadra a compartimenti stagni, non si possono non avere i contrasti, non esultare, non abbracciarsi con i compagni. Il calcio è uno sport di squadra, una palestra di vita, bisogna renderlo il più vero possibile. Bisogna avere pazienza, aspettare il momento nel quale saremo sicuri di ripartire con grande forza e grande impeto. L’Ospedaletti è pronto per ripartire in qualsiasi momento perché abbiamo programmato con anticipo con lungimiranza”.

Chiudiamo con la prima squadra: l’anno scorso è stata una stagione molto positiva, culminata con una salvezza tranquilla e con l’esordio di tantissimi giovani della ‘cantera orange’. Cosa ti aspetti dalla prossima annata?
Grazie alla sinergia con i più esperti, i più giovani della squadra si sono espressi in maniera eccezionale. Dobbiamo dare merito a mister Caverzan, al direttore Vignaroli, alla società che in questi anni si è attrezzata ed è cresciuta e che ha permesso di dare serenità ai mister, ai collaboratori e ai giocatori per esprimersi al meglio. Ci sono stati momenti nei quali abbiamo patito, ma ci sono serviti per riprendere e ripartire in campionato. Ricordo, per esempio, quando abbiamo perso contro l’Albenga ma ci siamo subito ripresi vincendo alla grande contro il Pietra Ligure, successo che ci ha permesso di salvarci tranquillamente. Quest’anno mi aspetto che tutto si confermi, è una cosa difficile ma sono sicuro che la squadra è maturata e si esprimerà al meglio. Chiaramente la continuità con mister Caverzan e con Vignaroli ci fa ben sperare per un futuro luminoso”.